Una guida per Wapa, la dating app delle lesbiche

La domanda di questa lettrice oggi ci aiuta a riflettere su un tema molto importante in tempo di coronavirus e rapporti virtuali.

LA DOMANDA DEL GIORNO

Cara Svampilella, sono single e lavoro da casa. Qui dove abito non ci sono molte prospettive per conoscere ragazze lesbiche nuove, poi io non sono tanto visibile e ho anche paura ad espormi. Ho provato a usare Wapa, ma non so cosa sbaglio, perché non riesco mai ad andare oltre le prime quattro parole (se son fortunata!). Che consigli puoi darmi?

LA RISPOSTA DI SVAMPILELLA

Mia cara wappatrice alle prime armi, penso che prima di naufragar nel mar di wapa bisogna avere un libretto delle istruzioni, ché a finirci così non si sa mai che ti mangi la lupa. Ed eccomi qua, sarò la tua Caronte, la tua traghettatrice scelta, pronta ad iniziarti ai misteri di questa wapa, l’app di dating preferita dalle lelle italiane. Sappi che tutto ciò che ti dirò sarà frutto della mia esperienza e di quella di chi ho conosciuto. Sarà parziale, ma crudelmente vera. Ma soprattutto ti aiuterà a sopravvivere senza sembrare Alice nel Paese delle Meraviglie. Ricorda sempre: La conoscenza è potere.

La prima regola di Wapa è: Solo l’1% delle wappatrici è veramente libera

Eh sì, mia cara. Molte ragazze non ti rispondono semplicemente perché non sono lì per parlare con te. Spesso stanno controllando se la propria ex sia lì dentro oppure se, trovandole lì, faccia una scena di gelosia così epocale che dimostri tutto l’amore mai proclamato. Oppure sono lì per ridere di chi è là dentro con le amiche. O sono lì per una notte e via. O installano l’app per un guizzo improvviso e si dimenticano anche di averla nel telefono tale è il loro interesse. Raramente incontrerai qualcuna libera di cuore, corpo e testa.

La seconda regola di Wapa è: Se non piace la tua foto non ti parlano

Dimenticati il romanticismo della conoscenza mentale e poi carnale. Pane al pane, vino al vino. Se ti vedono in foto e non convinci, arrivederci e ciao. Non penseranno che possa essere diverso vederti dal vivo. Non convinci, ciao, amen, pace.

La terza regola di Wapa è: Nessuna dice la verità

Se è difficile trovare una persona libera, ancor meno una sincera. Quindi, la percentuale delle donne sincere è 0.5%. Sono in chat, danno per scontato che anche tu menta, perché chi la dice la verità a una sconosciuta?

La quarta regola di Wapa è: rassegnati al ghosting

Il ghosting è quella bellissima pratica per cui una persona sparisce da un momento all’altro. Un giorno c’era h 24, il giorno dopo non esiste più. Se osi cercarla sembri solo petulante come un foruncolo gigante sul viso sbucato fuori proprio il giorno del primo appuntamento. Facci la pace perché lo subirai matematicamente 9 volte su 10. Non importa da quanto tempo ci esci, se ci esci, se era solo la proiezione astrale dei tuoi bisogni. Sparirà. Prima o poi lo fanno.

La quinta regola di Wapa è: Siamo tutte connesse

Scordati la privacy. Ciò che dici prima o poi finirà in altre conversazioni, spesso rivisitato, distorto, enfatizzato. Le lesbiche già sono tutte connesse in ogni città, figurati su wapa! Potrai fare un bel grafico dopo appena due conoscenze. Prendi atto di questo e stabilisci i tuoi confini tenendo ben a mente le altre 4 regole.

La sesta regola di Wapa è: Incontrala prima possibile

Inutile nascondersi a lungo dietro gli schermi. Non lasciare che una persona entri nella tua quotidianità come avatar. Incontrala e osservala in ogni dettaglio. Dietro lo schermo molte persone sono davvero brave a nascondersi e mostrare le parti migliori di sé; ma è dal vivo che tutte ci riveliamo.

Se dopo aver letto tutte queste regole avrai ancora voglia di farti traghettare in questo avventuroso universo di Wapa, ti dono un ultimo suggerimento. Quando non sai cosa scrivere nel primo messaggio: leggi la bio, guarda la foto, troverai uno spunto di conversazione attinente. Se non c’è niente e ha messo solo una lettera dell’alfabeto come nick: beh continua ad elencare le altre lettere come primo messaggio. Male che vada riderà!

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