IL CANTO DELLA NATURALEZZA DELL’AMORE

Questo periodo è particolarmente propizio per le nuove proposte al femminile, è un momento storico di maggiore sensibilità verso le voci delle donne, ma soprattutto stanno emergendo cantautrici interessanti. Una fra queste è la giovane promessa che ho intervistato oggi, Moga, romana d’adozione ma siciliana d’origine, ha appena presentato il suo video a L’asino che vola, lo storico locale romano. Da oggi è online il suo nuovo video: Supereroi, una canzone che parla di amore come un superpotere , forza imbattibile quando è vero. 

Stile rock, giacca in pelle, capello corto e penna romantica. Ricorda un po’ la Nannini ma in una versione più melodica e delicata. La sua canzone è facilmente orecchiabile, basta un ascolto e il ritornello è già impresso in mente “Far l’amore con lei è questo che forse vorrei e sento l’effetto che fai, è come supereroi”. Moga racconta l’amore fra donne senza filtri in una miscellanea di suoni che attraversano la canzone popolare per arrivare fino al pop più internazionale. Merito anche della sua band tutta al femminile: Aurora alla batteria, Annalisa Baldi alla chitarra e al basso. Fra un concerto e la registrazione del suo nuovo album, ha trovato il tempo per farci conoscere un po’ delle sue origini e della sua storia. 

L’intervista

Perché questo nome Moga?

È il diminutivo del mio cognome; i miei amici mi hanno sempre chiamata moga e da li è nato il mio nome d’arte.

Stai per registrare un disco, parlacene un po’.

Sì, è il mio primo disco dove racchiude un lavoro di due anni. Sarà un album molto intimo che parla di me e del mio vissuto; storie, incontri emozioni.

Ci saranno le canzoni disponibili su YouTube ora?

No, al momento no. Uscirà un nuovo singolo a Dicembre e poi agli inizi del 2020 l’album. Sarà disponibile sia negli store online che fisicamente nei live.

Con quale casa discografica?

Sono indipendente ancora. Spero che dopo l’album si smuova qualcosa; al momento ho avuto anche  delle richieste da etichette indipendenti. Registreremo a Cantine di Badia, con Giovanni Sala che ha creduto fortemente nel progetto e sarà tutto in presa diretta.

Perché avete scelto la registrazione in presa diretta?

Perché mi piace il live. Amo le vibrazioni che dà la musica dal vivo, c’è più anima.

Hai detto prima che il disco parla di te, delle tue storie ed emozioni. Raccontati un po’: chi sei? Quanti anni hai? Quali sono le tue radici culturali e geografiche? 

Ho 35, ho sempre fatto musica fin da piccola. Dieci anni fa ho avuto a che fare con gente poco fidata e purtroppo dopo un po’ di anni ho smesso. Fino a quando una persona, Francesco Silveri, mi ha fatto riscoprire. Purtroppo è venuto a mancare pochi mesi fa, era un padre più che un amico per me. Adesso ho bisogno di farmi sentire; ho tante, troppe, cose da dire e vorrei arrivare ad essere apprezzata per quello che scrivo. Sono Siciliana, amo la mia terra e da buona siciliana metto passione in tutto quello che faccio.

Che cosa intendevi prima per gente poco fidata?

Beh più che malfidati, dei chiacchieroni che pensano poco a te come persona.

Quali sono i tuoi cantanti e stili di riferimento? 

Sono cresciuti con le canzoni dei grandi cantautori. Viste le mie origini ho unito nelle mie canzoni il folk, rock, urban ambient, ho fatto un po’ un mix di tutto quello che mi appassiona.

L’amore 

Nelle tue canzoni parli autobiograficamente di amore tra donne. Perché hai scelto di parlarne in maniera così esplicita?

Perché penso che l’amore è di chi lo vive. Non mi sono mai fatta problemi e non mi sono mai posta il problema di cosa possano pensare gli altri. Quando ho fatto vedere il videoclip ad un mio parente che sa tranquillamente di me, ma si preoccupa molto del giudizio altrui, mi ha detto: – ma che sei scema che fai vedere questo video? – Gli ho risposto: – Guarda a me sinceramente non mi importa. Per me il videoclip che ho fatto è talmente naturale, dolce, sensuale, è come può essere vedere il video di un uomo e una donna. Perché io mi devo far problemi se sono due donne quelle che si stanno sfiorando e guardando?- 

Ciò che voglio far arrivare alle persone che lo stanno guardando è la naturalezza di un amore: due persone che si corteggiano, flirtano e poi vanno a letto insieme e succede quel che succede. È quello proprio che vorrei trasmettere: la semplicità. È la stessa identica cosa che accade fra un uomo e una donna o due uomini. Non vedo differenza.

Pensi che Valeria Vaglio, Antonella Lo Coco, e ora Giordana Angi, abbiano fatto da apripista nel racconto dell’amore fra donne e che abbiano cambiato il modo di percepire queste tematiche?

Penso più che altro che I tempi siano un po’ cambiati. Era ora! L’Italia in tante cose arriva sempre un po’ per ultima. E sì, penso che anche il parlarne in tv abbiano influito.

Quando hai fatto il tuo coming out in famiglia? Com’è stato?

La mia famiglia è eccezionale, loro l’hanno vissuta con naturalezza vedendo me star bene a loro andava bene qualsiasi cosa mi rendesse felice. I miei fratelli e i miei genitori mi sono sempre stati accanto e mi hanno sempre appoggiata, sia in amore che nella musica. Avevo 17 anni, prima ne ho parlato con I miei fratello e mio padre, poi mamma pian piano.

Hai avuto qualche difficoltà? Problemi di omofobia?

Sono nata e cresciuta in un paesino dove, si sa, la gente mormora. Nella mia adolescenza venivo giudicata, sai quando passeggi al centro del paese e la gente può indicarti e parlare all’orecchio all’amico dicendo “Guarda! A lei piacciono le donne!”. Sinceramente sono sempre stata fiera della mia sessualità e fin da piccola mi veniva da sorridere a chi ” mi prendeva in giro”. È stata questa la mia forza, la sicurezza, l’orgoglio di essere sé stessi.

Oggi è uscito il tuo video di cui parlavi prima dove l’hai girato e di chi è la regia?

Il video l’ho girato a Roma, in tre location: una parte all’esterno, poi in un locale, e un’altra parte in casa. La regia nasce dalle mie amiche: ho tante amiche che appoggiano tanto questo mio progetto e lavorano come videomaker e registe. Ci sono Giorgia Busetta e Paola Brescia per la regia e riprese; mentre al montaggio ha lavorato Luca Bonfigli e Floriana Buonomo. 

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