I PERSONAGGI DI THE L-WORD NELLA REALTÀ

Domenica ritornerà sugli schermi televisivi The L- Word, lo show che ha portato le lesbiche nelle case di tutti. Sono passati 15 anni da quando andò in onda il primo episodio nel 2004, ma i suoi personaggi sono rimasti iconici nel tempo. Quante volte ci è capitato di incontrare una ragazza che per caratteristiche ci ricordasse un personaggio della serie? Ecco una breve carrellata.

La Shane dei poveri

Shane è fra i personaggi del cast originale che ha avuto maggior successo. Tra mito e realtà, la sua rappresentazione della lesbica “Don Giovanna” che salta di letto in letto è stata talmente forte che ormai tutti conoscono l’espressione “Shane dei poveri”. Sexy in modo androgino, leale con le amiche, capace di portarsi a letto qualunque donna, bravissima a letto ed estremamente attiva, distaccata emotivamente nelle sue avventure, ma intensa quando si innamora. Shane è quella che ti fa perdere la testa, è “il cattivo ragazzo di cui ti innamori prima di andare avanti”. Chi non ha mai incontrato la sua Shane dei poveri? A me è capitato tante volte, ma solo una ho ceduto al fascino della bad girl.

La casalinga frustrata

Lei è la donna che seduce Shane nella prima stagione: Cherie Jaffe. Incastrata in un matrimonio piatto, annoiata, ricca, che fingerà grande amore per poi scappare quando il maritino scoprirà tutto. Ovviamente non poteva mancare al mio portfolio. Com’è finita? Esattamente come nel telefilm: con il ritorno al capezzale.

La lesbica omofoba

Ve la ricordate la splendida Dana che fino a quando non riuscirà ad uscire dall’armadio e fare coming out con tutti, sarà insopportabilmente omofoba nei suoi modi di fare? Per ripassare un po’ ecco un dialogo che ebbe proprio con Shane nell’episodio pilota.

Dana: è necessario vestirsi sempre in questo modo? Io non mi farei mai vedere in giro con te!

Shane: perché

Dana: ogni cosa che porti addosso sembra urlare: sono lesbica!

Anche a me è capitata l’amica così e anche la fidanzata, purtroppo! Quella che fino al momento in cui non riesce ad accettare sé stessa – pur avendo rapporti con donne – continuerà a etichettare i comportamenti altrui, giudicare e dare lezioni di stile. Averci a che fare è un esercizio di pazienza continuo, soprattutto se tu sei una lesbica liberata da tempo immemore, ma vige la regola: “chi sta giudicando non è te o quella tipa di cui parla, ma è sé stessa”.

Dora l’esploratrice

Jenny Schecter nella prima stagione è la ragazza di provincia che arriva nella grande ed lgbt Los Angeles. Etero fino a quel giorno, con il bravo ragazzo a casa con cui costruire il futuro già pianificato, scopre l’esistenza di un mondo sconosciuto e inizia ad avanzare nelle gioie del mondo Lello come Dora l’esploratrice. Tra passi avanti e indietro, i suoi occhi curiosi con cui guarda quella nuova realtà, sono uguali a quello di tantissime donne alla loro prima esperienza lesbica. Anche la mia Dora tra l’altro ha dei bellissimi occhioni chiari!

La manipolatrice

Marina è stata l’esempio perfetto della manipolatrice per eccellenza. Un personaggio sparito dal cast troppo presto, peraltro. Le sue manovre per adescare Jenny e tenerla avvinghiata al loro psicodramma lello, sono incredibilmente realistiche. Marina è la donna che sa esattamente come fare per ribaltare ogni situazione a suo vantaggio, quella che riesce a farti vedere il cielo con l’arcobaleno anche se c’è un diluvio universale e stai tremando dal freddo. Spietata, fragile, affascinante, seduttiva, colta al punto giusto da incuriosirti, capace di dirigerti esattamente dove vuole e come vuole senza che nemmeno te ne renda conto. Marina è la manipolatrice predatrice per eccellenza, quella donna che sceglie la sua preda e la ottiene, non importa a quali costi. Fortunatamente non ne ho mai fatto esperienza diretta, ma incontrarla e vedere il risultato devastante sulle persone a me care, questo sì, l’ho vissuto, eccome!

La psycolella

Jenny Schecter nel corso delle stagioni di The L-Word diventa sempre più psycolella, fino al parassismo finale con relativa morte. La psycolella è quella donna che fa le cose più strane che ti possano capitare, architetta drammi incredibili per il niente più totale, ti guarda con due occhioni pazzoidi accusandoti di qualunque cosa, fa scenate pubbliche nelle quali vorresti avere il mantello dell’invisibilità di Harry Potter. La psycolella è una sorta di evoluzione pazzoide della manipolatrice. Conosciuta? Sì, purtroppo. Scappata? Prima di subito!

La donna alpha

Bette Porter, la bella gallerista, decano, imprenditrice, è la donna Alpha per eccellenza. Lei è quella che quando parla tutte le altre tacciono. Quella che sa sempre cosa fare e come fare. Quella che può incasinarsi quanto vuole nella sua vita, ma rimane assolutamente un punto di riferimento per tutti. Autorevole, colta, intelligentissima, Bette Porter è iconica. Incontrarla è una fortuna, tenersela nella propria vita, una benedizione.

La sottona

Tina Kennard, la compagna di Bette, è la classica fidanzata sottona: quella che nonostante abbia un carattere e una personalità prima dell’arrivo della sua compagna, nel momento in cui si fidanza diventa una sorta di zerbino accondiscendente, perfino nelle reazioni isteriche. La donna ombra che non riesce a non guardare la sua compagna con sguardo adorante manco le stesse rivelando i segreti dell’universo. Insopportabile sia da vedere in tv che da incontrare nella realtà.

La pettegola

Come può esistere una comunità senza la pettegola? Ci dev’essere per forza e c’è sempre! Alice Pieszecki è quella che non sta mai zitta, rivelatrice dei segreti delle altre anche involontaria, quella a cui non fai in tempo a dire “taci” che sta già dicendo qualcosa dalle conseguenze devastanti. Non lo fa di proposito: è che proprio non ci riesce a star zitta!

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