FOTOGRAFO SARDO IN PRIMA LINEA CONTRO L’OMOFOBIA

San Sperate, provincia di Cagliari, 28 Ottobre.

Avrebbe potuto essere un commento qualunque passato in sordina, uno dei tanti che capita di sentire per la strada. Ma il fotografo Fabio Marras ha scelto diversamente.

Ieri mattina, a San Sperate, di fronte al suo studio fotografico una coppia di coniugi di mezz’età, vedendo la foto di una coppia lesbica appesa nella sua vetrina ha commentato dicendo “Che schifo due lesbiche”. Fabio Marras, accortosi dell’accaduto, è uscito fuori dal negozio, armato di telefonino e pronto a filmare la diatriba dialettica con i due omofobi. Perché? “Perché se ognuno di noi lasciasse perdere – ha affermato – in che modo potremmo essere utili al prossimo? Abbiamo il dovere di non voltarci dall’altra parte. Io poi da giornalista, anche se non pratico quanto un tempo, ho anche il dovere di documentare e denunciare”.

La foto di Fabio Marras oggetto della polemica

E così eccoli lì, i due difensori della morale, che per giustificare la loro affermazione dicono: “Siamo una regola (in che senso?!), Gesù mise in un giardino un uomo e una donna”, per concluderla – vista la pochezza di argomenti e la serrata replica del loro interlocutore – con un volgarissimo: “due lesbiche che si le**ano la f**a mi fanno schifo!”.

Il video, disponibile sulla pagina Facebook Fabio Marras Photographer, ha ricevuto subitaneamente i commenti calorosi dei suoi amici, solidali con il suo comportamento. Del resto, non è la prima volta che il fotografo si espone in favore dei diritti lgbtq. Infatti nel 2015, prima delle unioni civili, fece scalpore la sua campagna pubblicitaria “Ama chi vuoi”, che proponeva una coppia gay di coniugi francesi, di cui aveva fatto proprio il servizio pre – matrimoniale. Un momento di svolta per la sua carriera, che gli ha permesso di unire alla professione, l’impegno civile.

Interrogato sull’omofobia in Sardegna, ha affermato “Io credo che la situazione sia buona, fatto salvo qualche elemento. Però c’è da dire che non ci convivo quotidianamente come può succedere ad un omosessuale e magari non ho il termometro della situazione”. 

Se più persone agissero come lui, sicuramente la situazione migliorerebbe ancor di più: bastano piccoli gesti, anche il solo contrastare le offese verbali gratuite di due sconosciute. Del resto, come diceva Nanni Moretti: “Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: Le parole sono importanti”.

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