ELISA Y MARCELA: UN MATRIMONIO D’EPOCA

È uscito il 7 giugno 2019 sulla piattaforma Netflix il nuovo film di Isabel Coixet: Elisa y Marcela. Ambientato nella Spagna del primo Novecento, mette in scena il primo matrimonio omosessuale della Spagna, ben cent’anni prima della legge Zapatero (2005).

Elisa Sánchez Loriga (interpretata da Natalia De Molina) e  Marcela Gracia Ibeas (la debuttante Greta Fernandez) si incontrano nella scuola gestita da monache che frequentano. La prima – più grande di qualche anno – vive lì, orfana, con una zia monaca; l’altra è stata da poco ripresa dalla sua terrorizzante famiglia d’origine patriarcale, dopo aver vissuto tutta l’infanzia in orfanotrofio, affamata e abbandonata a sè stessa. Fra di loro è immediata la complicità, ben presto trasformatasi in amore. Ma il padre di Marcella, resosi conto che qualcosa non andasse in quell’amicizia, spedisce di forza la figlia in un collegio lontano. 

Non servirà a niente: al suo ritorno Marcella ed Elisa inizieranno a vivere insieme. Ma ovviamente due belle ragazze che vivono insieme, felici e indipendenti, non possono passare inosservate; così saranno costrette dall’omofobia e pressione sociale a trovare uno stratagemma per continuare a stare insieme: Elisa farà finta di partire, ma dopo un po’ ritornerà sotto le mentite spoglie di Mario, suo cugino deceduto, che sposerà Marcella in chiesa grazie a questo stratagemma.

Purtroppo però i guai per le ragazze non riusciranno a risolversi così facilmente, anzi degeneranno ancor di più.

Il film, basato su una storia vera, è stato realizzato sulla base delle ricerche decennali di Narciso de Gabriel,  pubblicate nel libro “Elisa y Marcela. Más allá de los hombres”, che raccoglie anni di studio sull’argomento in giro per tutto la Spagna e il Portogallo. La vicenda infatti, è riuscita ad arrivare fino a noi grazie al lavoro delle associazioni LGBT del territorio che hanno conservato tutto il materiale utile sfuggendo alla damnazio memoriae eteronormativa. Il matrimonio delle due ragazze divenne famosissimo all’epoca, tanto da suscitare sia scandalo che solidarietà, ma soprattutto copiosi articoli sui giornali coevi. Tuttavia, sulla fine delle due protagoniste, ben poco si sa.

La Coixet sceglie un taglio narrativo più aderente alla realtà dell’epoca, utilizzando anche il bianco e nero; ottima soluzione fotografica nelle scene di sesso, perché restituisce una sessualità romantica e sensuale senza mai scadere nella volgarità. 

È proprio questa delicatezza e autenticità di sguardo il grande pregio di questo film: la rappresentazione dell’amore fra le due donne restituisce allo spettatore tutte le fasi dell’innamoramento in una relazione, senza mai indugiare troppo. La vicenda raccontata è di per se stessa degna di nota: è il primo matrimonio fra donne prima ancora che venissero ufficialmente accettati. Pensare poi – come viene suggerito nei titoli di coda – che ancora oggi in 72 Paesi l’omosessualità viene punita, di cui 14 con una pena fino all’ergastolo e 13 con la pena di morte, da l’idea di quanto ancora ci sia da fare nel mondo, di quanto indietro siamo in termini di Rispetto Umano e Accettazione. Basti guardare anche la nostra Italia: nonostante si sia arrivati con difficoltà e vari patteggiamenti, ai matrimoni omosessuali, ancora ci sono tanti casi di omofobia, e fra le stesse forze politiche, una gran parte non è favorevole alle unioni gay. O basti pensare al caso del Brasile, paese pioniero dei diritti dei gay con tanto di leggi per l’unione fra persone dello stesso sesso e contro l’omofobia, oggi con la guida di Jair Bolsonaro, estremista di destra fortemente amato da Trump e Salvini, è oggi un paese contraddittorio, diviso, in cui nonostante le leggi, sono registrati un gran numero di omicidi a danni di appartenenti alla comunità glbt (oltre 300 solo nel 2018). Del resto Bolsonaro dichiarò: “meglio un figlio morto piuttosto che gay”. 

Mostrare film come “Elisa y Marcela” in tutto il mondo è importante per educare le persone al rispetto della diversità, ma soprattutto aiuta chi vive in uno di questi 72 Paesi in cui l’omosessualità viene punita, perché sappiano di non essere soli e sole, malgrado tutto il mondo circostante voglia che lo pensino. 

Voto:

8/10. Fotografia eccellente, attrici brave, tempi troppo lunghi, dialoghi a volte criptici.

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