Caivano: Uccisa dal fratello perché il suo fidanzato è transgender

«Ho fatto una stronzata. Non volevo uccidere nessuno, ma dare una lezione a mia sorella e soprattutto a quella là che ha “infettato” mia sorella che è stata sempre “normale”». Ha detto Michele Gaglione dopo aver ucciso la sorella speronandola mentre guidava lo scooter insieme al suo fidanzato.

Maria Paola Gaglione aveva appena 20 anni. Si era innamorata di un ragazzo transgender, Ciro. Stava vivendo la sua storia d’amore, come tanti adolescenti. Ma il fratello ha deciso che quella era un’onta sull’onore della sua famiglia e così l’ha inseguita mentre andava ad Acerra (il paese del fidanzato), e appena li ha trovati insieme li ha speronati violentemente. Maria Paola Gaglione è morta sul colpo. Ciro, il suo fidanzato, ferito ma vivo, è stato rincorso da Michele, che non pago di vedere la sorella riversa morta sull’asfalto, ha iniziato a picchiare selvaggiamente “quella là”.

L’uomo è stato arrestato.

Voleva solo dare una lezione. L’ennesimo caso di omofobia, finito in tragedia.

La vicepresidente della Regione Emilia Romagna, Elly Schlein, ha ricordato quanto sia urgente una legge contro l’omolesbobitransfobia. Ottobre, mese di votazione alla Camera, sembra davvero troppo lontano ormai.

Intolleranza, odio e omobitransfobia uccidono. Vanno contrastati alla radice, sin dalle scuole.

Pubblicato da Elly Schlein su Domenica 13 settembre 2020
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